Visionaria pubblica il Paper #1 “Verso l’era dell’overshoot. Come cambiano strategia, sostenibilità e comunicazione quando il futuro non è più lineare”. Il punto di partenza è il rapporto UNEP “Limiting Overshoot”, pubblicato nel settembre 2026, e una domanda concreta: che cosa cambia nel modo di guidare un’impresa quando cambiano le condizioni in cui si prendono decisioni?
Il Paper non è una guida climatologica né un documento normativo. Traduce uno scenario climatico complesso in domande di management: quanto sono solide le ipotesi su cui si basano investimenti, processi e strategie? E come può un’impresa continuare a scegliere, imparare e adattarsi quando il passato diventa una guida meno affidabile?
Che cos’è l’overshoot climatico
Con “overshoot” si indica una traiettoria in cui il riscaldamento globale supera temporaneamente la soglia di 1,5 °C, raggiunge un picco e può poi diminuire. Nel rapporto del 2026, l’UNEP considera il superamento largamente inevitabile nelle politiche e nelle traiettorie di breve periodo attuali. Questo non significa che l’obiettivo di 1,5 °C abbia perso valore: altezza del picco e durata del superamento dipendono ancora dalle decisioni prese oggi. Ogni frazione di grado evitata riduce i rischi.

Figura 1. Overshoot come traiettoria: superamento, picco, declino, stabilizzazione. Schema concettuale Visionaria ispirato a UNEP; non rappresenta una proiezione quantitativa.
Per questo l’overshoot non è un punto di arrivo che rende equivalenti tutti gli scenari. È una traiettoria: limitare il picco, ridurre il tempo trascorso oltre la soglia e rafforzare la capacità di adattamento restano scelte rilevanti.
Perché riguarda già le decisioni d’impresa
L’impatto climatico entra nelle decisioni aziendali attraverso elementi molto concreti: disponibilità e costo dell’energia, continuità delle forniture, condizioni di lavoro, infrastrutture, sedi, tecnologie e investimenti che resteranno operativi per anni.
L’EIB Investment Survey 2025 per l’Italia mostra che il tema è già presente nell’esperienza delle imprese intervistate. Il 23% segnala un impatto importante dei rischi fisici climatici e il 44% un impatto minore: nel complesso, il 67% dichiara quindi un impatto, maggiore o minore. Il dato non significa che tutte queste imprese abbiano subito danni: descrive le risposte alla domanda sull’impatto dei rischi fisici, inclusi cambiamenti nei pattern meteorologici.
Il punto manageriale è un altro: se le condizioni esterne cambiano, anche una scelta efficiente oggi può diventare fragile domani. Una strategia utile deve poter essere verificata nel tempo, soprattutto quando riguarda impianti, edifici, filiere o mercati difficili da modificare rapidamente.
Mitigare non basta: serve anche adattarsi
Ridurre emissioni e impatti resta indispensabile. Ma, nello scenario dell’overshoot, la mitigazione deve procedere insieme all’adattamento: prepararsi agli impatti già presenti e rendere l’impresa meno esposta ai cambiamenti.
Sempre secondo EIBIS 2025, il 69% delle imprese italiane ha adottato almeno una misura per affrontare i rischi fisici climatici; il 62% ha acquistato o rinnovato coperture assicurative. Una quota più ridotta dichiara di avere sviluppato una strategia di adattamento (18%) o di avere investito in soluzioni specifiche per ridurre l’esposizione (17%). Le misure possono sovrapporsi e non costituiscono fasi successive. Il confronto, però, aiuta a distinguere la protezione economica dalla trasformazione di processi, infrastrutture e scelte aziendali.

Figura 2. Misure adottate per affrontare i rischi fisici climatici, % di imprese, Italia, 2025. Le categorie non costituiscono stadi di un funnel e possono sovrapporsi. Fonte: EIB Investment Survey 2025, Italy overview.
Per un’impresa resiliente, assicurarsi può essere importante; da solo, però, non equivale a rivedere le condizioni che generano l’esposizione. La domanda diventa: stiamo rendendo l’azienda più capace di adattarsi oppure stiamo proteggendo il modello attuale senza verificarne la tenuta?
Dalla strategia da difendere alla strategia da verificare
In un contesto meno lineare, un piano non può essere considerato una risposta definitiva. Può funzionare meglio come ipotesi da mettere alla prova: osservare i segnali, interpretare i dati, decidere, agire, misurare gli effetti e correggere la rotta quando le condizioni cambiano.

Figura 3. Il ciclo dell’impresa adattiva: la revisione delle decisioni è prevista fin dall’inizio. Schema Visionaria a partire dall’indicazione UNEP di un adattamento iterativo.
Questo non significa rinunciare alla pianificazione o inseguire ogni oscillazione del mercato. Significa prevedere momenti e indicatori di verifica, così da capire quando le ipotesi iniziali stanno perdendo validità. La capacità di apprendere e modificare una scelta può proteggere valore e mantenere aperte alternative.
Anche la comunicazione della sostenibilità deve cambiare
Se le decisioni diventano più adattive, la comunicazione non può limitarsi a raccontare obiettivi lontani o a definire l’impresa con formule assolute. Diventano più credibili le informazioni che collegano una dichiarazione a una scelta, a un’evidenza, a un risultato e ai limiti ancora da affrontare.
Dire “siamo sostenibili” non spiega quali impatti siano stati ridotti, rispetto a quale situazione di partenza e con quali prove. Una comunicazione più solida rende comprensibile il percorso: cosa l’impresa ha deciso, cosa ha misurato, che cosa è cambiato e che cosa deve ancora migliorare. La comunicazione non sostituisce le decisioni; aiuta a renderle verificabili e comprensibili.
Che cosa approfondisce il Paper Visionaria #1
“Verso l’era dell’overshoot” sviluppa il tema in sei passaggi: il cambiamento dello scenario; i limiti del passato come base per progettare il futuro; il rapporto tra sostenibilità e resilienza; l’impresa adattiva; la comunicazione in una fase di overshoot; una nuova idea di credibilità. È una lettura manageriale per imprenditori, direzioni aziendali, professionisti del marketing e della sostenibilità che vogliono portare il cambiamento climatico dentro le decisioni, non lasciarlo confinato al racconto.
Scarica il Visionaria Paper #1
Il Paper “Verso l’era dell’overshoot” è gratuito: lascia i tuoi dati e lo ricevi via email. Il testo completo propone una mappa per interrogare le ipotesi aziendali e affrontare il cambiamento attraverso osservazione, decisioni, verifica e apprendimento.
Domande frequenti
Che cosa significa overshoot climatico?
È il superamento temporaneo di una soglia di riscaldamento globale, seguito da un picco e da una possibile diminuzione. L’entità del picco e la durata del superamento influenzano i rischi.
Che cosa cambia per le imprese?
Diventa più importante valutare come rischi fisici e cambiamenti di scenario possano incidere su energia, infrastrutture, filiere, persone e investimenti, e prevedere come rivedere le decisioni nel tempo.
Se la soglia di 1,5 °C verrà superata, ridurre le emissioni serve ancora?
Sì. Secondo l’UNEP, limitare il picco e la durata dell’overshoot resta importante: le scelte presenti continuano a influenzare i rischi e le possibilità di ritorno sotto la soglia.
Di che cosa parla Visionaria Paper #1?
Il Paper traduce il tema dell’overshoot in una lettura per le imprese e approfondisce strategia adattiva, resilienza, sostenibilità e comunicazione credibile.
Fonti di riferimento
- United Nations Environment Programme (UNEP), “Limiting Overshoot: Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return”, 2 settembre 2026
- European Investment Bank (EIB), “EIB Investment Survey 2025: Italy overview”, 9 dicembre 2025
- Visionaria Web & Digital, “Verso l’era dell’overshoot. Come cambiano strategia, sostenibilità e comunicazione quando il futuro non è più lineare”, Paper #1, ottobre 2026




